Di incentivi al fotovoltaico nel 2016, così come eravamo abituati a pensarli fino a un paio di anni fa, non ce ne sono. Gli incentivi sono terminati ormai da un paio di anni, ma il mercato delle installazioni fotovoltaiche non si è fermato. Oggi, infatti, il fotovoltaico attraversa una fase nuova: dalle grandi installazioni commerciali si è passati a numerose piccole e medie installazioni al servizio di case e aziende. Sistemi che lavorano per lo più in autoconsumo.
Quali
opportunità ci
sono oggi per chi vuole investire nella casa sostenibile o
nell’azienda per risparmiare in bolletta?
Il fotovoltaico è solo una delle opportunità e, se ben sfruttato, può portare interessanti benefici, anche senza alcun tipo di agevolazione statale o incentivo. Soprattutto per le aziende che consumano più energia di giorno, infatti, il “piano di business” di chi mette il fotovoltaico è un’opzione decisamente interessante per almeno due motivi. Primo: l’azienda consuma di giorno gran parte dell’energia prodotta. Secondo: per ottimizzare l’investimento non ha bisogno di particolari dispositivi di accumulo elettrico.
Parliamo di investimenti senza incentivi. Per questo, come sempre, è fondamentale considerarne l’effettiva convenienza in relazione al rapporto tra costi e benefici. Quanto investo (oggi)? E quali benefici avrò (domani)? Con quali rischi?
Ricordiamo
subito una cosa fondamentale che può influenzare la convenienza
dell’investimento: gli impianti domestici (al servizio
dell’abitazione) godono dei benefici
fiscali anche per il 2016.
Per questi si hanno, dunque, ancora le detrazioni fiscali Irpef sul
50% della spesa. Gli impianti aziendali, invece, non godono
delle detrazioni fiscali 50%, ma hanno il vantaggio che,
autoconsumando nell’immediato gran parte dell’energia prodotta,
ottengono maggiori risparmi in bolletta (massimizzano infatti
l’autoconsumo).
Per dirla in altri termini: gli incentivi al fotovoltaico nel 2016 non sono più gli stessi che fino all’altro anno, precisamente fino a settembre 2013, alimentavano il mercato del fotovoltaico in Italia. Gli incentivi, le tariffe incentivanti del conto energia fotovoltaico, sono terminati ormai da parecchi mesi in Italia, ma hanno lasciato il posto a nuove forme di sostegno delle nuove installazioni che potranno continuare a sostenere il mercato del solare e delle fonti pulite. Almeno fino a che non diventeranno definitivamente competitive con le attuali fonti fossili.
Le misure di sostegno al fotovoltaico nel 2016, dunque, sono le due cose che oggi dobbiamo conoscere e sapere sfruttare:
le detrazioni fiscali sul reddito Irpef delle “persone fisiche”, per il fotovoltaico domestico,
ed i neo-regolamentati SEU, Sistemi Efficienti di Utenza, per il fotovoltaico industriale e commerciale.
Vediamoli
uno per uno.
Prima è importante, però, chiarire alcune cose.
Quando il fotovoltaico conviene?
Se
prima gli incentivi garantivano la convenienza assoluta, oggi il
fotovoltaico conviene se utilizzato in maniera adeguata. Conviene
solo ad alcune condizioni, almeno fino a che i prezzi non si
ridurranno ulteriormente. Da questo momento in poi quando si parla di
impianti solari, bisognerà fare una importante distinzione in
termini di “piani di business”.
Produrre
energia fotovoltaica per casa
propria è
diverso che produrre per l’azienda.
Non solo: produrre per l’autoconsumo in azienda è a sua volta
profondamente diverso dal produrre per soli fini
commerciali (secondo
lo schema, cioè: investimento-produzione-vendita energia sul
mkt).
La sola vendita in rete oggi, se il costo di investimento
non è particolarmente basso, non conviene. Quello che conviene non è
vendere alla rete Enel, ma alimentare col fotovoltaico direttamente
le utenze elettriche (o, se proprio si vuole vendere,
vendere l’energia direttamente ad un utente finale situato sullo
stesso sito).
Queste le cose da sapere per il fotovoltaico del 2016
Grazie alla proroga delle detrazioni fiscali 50% anche per il 2016, produrre energia pulita in casa e per la casa permette di dimezzare il costo dell’installazione e di dimezzare, così, il tempo di ammortamento dell’impianto. E’ questo il vantaggio delle detrazioni fiscali, che garantiscono un rimborso Irpef annuale (e per 10 anni) sul 50% dei costi dell’impianto. Le detrazioni, però, come vedremo, sono riservate solo per gli impianti domestici, installati al servizio di casa.
Produrre energia pulita in azienda e per l’azienda, invece, conviene solo entro una soglia di prezzo ed entro una soglia minima di autoconsumo istantaneo. Cioè: solo utilizzando buona parte dell’energia prodotta sul momento per i consumi aziendali è possibile ottenere sufficienti risparmi in bolletta. Risparmio dilazionato nel tempo che permette di ammortizzare l’impianto nel giro di qualche anno e di procurare ulteriori risparmi sui 25 anni. In termini più semplici e immediati: il fotovoltaico alle aziende conviene in tutti i casi perchè è un modo per autogenerare parte del proprio fabbisogno elettrico che avviene presumibilmente soprattutto di giorno, quando l’impianto fotovoltaico è produttivo.
Produrre energia pulita per soli fini commerciali, attraverso grandi impianti/centrali fotovoltaiche, invece, conviene solo su ampia scala e solo abbassando di molto i costi di installazione e di manutenzione. L’energia prodotta dalla centrale fotovoltaica, infatti, sarà pagata dal mercato ad un prezzo che oggi è veramente ìnfimo (flessioni di prezzo fino ai 4 centesimi di euro per kwh). In questo caso però, un’azienda che vuole produrre energia pulita per venderla sul mercato, ha convenienza se la vende direttamente all’utente finale. E’ questo il caso di alcuni tipi di SEU (Sistemi Efficienti di Utenza) in cui il proprietario dell’impianto vende l’energia prodotta direttamente all’utilizzatore finale che si trova sullo stesso sito.
Se gli incentivi sono finiti, quali opportunità possiamo sfruttare?
Di
incentivi al fotovoltaico nel 2016, dunque, non ce ne sono, ma ci
sono alcune misure che hanno l’effetto di agevolare, in qualche
modo, chi vuole investire nel fotovoltaico, sia per risparmiare
in bolletta,
sia per produrre
e vendere energia pulita.
I prezzi del fotovoltaico sono oggi molto più bassi di qualche anno
fa, per questo motivo oggi possiamo fare a meno degli incentivi.
Il ruolo principale che determina la convenienza del fotovoltaico è sempre l’autoconsumo che, per gli impianti domestici, porta benefici aggiuntivi a quelli delle detrazioni.
Gli
incentivi al fotovoltaico nel 2016, oltre ad essere le detrazioni
fiscali, non sono altro che la possibilità di risparmiare sulla
bolletta elettrica attraverso l’auto-produzione / auto-consumo di
energia pulita e la cessione del surplus di elettricità nella rete
pubblica. Surplus che viene valorizzato attraverso il meccanismo
dello scambio sul posto.
Il vero incentivo, e la vera sfida del fotovoltaico nel 2016 è quella del risparmio energetico. Il vero “motore” dell’investimento è il risparmio economico sulla bolletta elettrica. La vera sfida, oggi, è quella di realizzare un buon piano di rientro economico calibrando i prezzi delle installazioni ed i consumi elettrici in maniera da rientrare in breve tempo dalle spese sostenute: con un impianto che costa meno di 2.000 euro al kw ci sono e ci saranno buone possibilità, anche senza detrazioni fiscali.

Come dicevamo, le detrazioni fiscali per il fotovoltaico domestico, anche dotato di sistema di accumulo, sono prorogate al 50% per tutto il 2016.
Con le agevolazioni fiscali il costo dell’impianto è, a conti fatti, dimezzato. Questa agevolazione di prezzo permette un rapido piano di rientro con vantaggi equiparabili, a tutti gli effetti, ai vecchi incentivi del conto energia.
Gli incentivi al fotovoltaico nel 2016 sono, dunque, le detrazioni fiscali. Sgravi che, in attesa di un ulteriore ribassamento dei prezzi degli impianti, garantiscono fin da subito ottimi piani di rientro e sensibili risparmi in bolletta: un impianto che costa 8.000 euro, portandolo in detrazione, costerà a conti fatti 4.000 euro.
In definitiva: quali opportunità ci sono per chi vuole mettere il fotovoltaico nel 2016?
Primo. Le detrazioni fiscali 50% sull’Irpef, prorogate a tutto il 2016, che dimezzano i costi di realizzazione dell’impianto fotovoltaico. I costi ridotti del 50% garantiscono sui 20 anni remuneratività equiparabili a quelle degli incentivi del conto energia.
Secondo. Lo scambio sul posto, cumulabile con le detrazioni fiscali, ma non con il “ritiro dedicato”. Lo scambio sul posto permette di compensare i costi in bolletta in proporzione a tutta l’energia immessa in rete. Questo meccanismo di compensazione economica tra immissioni e prelievi garantisce la remunerazione di tutta l’energia immessa in rete e poi riprelevata per i propri consumi. Il meccanismo conviene per chi è allacciato in immissione e prelievo sulla rete elettrica di Enel Distribuzione.
Terzo. Il “ritiro dedicato” (RID), cumulabile con le detrazioni fiscali, ma alternativo allo scambio sul posto. Il RID è una vendita al Gse (gestore elettrico) di tutta l’energia prodotta e immessa in rete. Il vantaggio del ritiro dedicato era che la vendita avviene attraverso dei “prezzi minimi garantiti”, prezzi minimi a tutela del produttore: se i prezzi di mercato dell’energia vanno troppo al ribasso, subentrano i prezzi minimi garantiti, definiti con delibera dell’Autorità. Il ritiro dedicato oggi non conviene quasi più perchè i prezzi minimi garantiti si sono abbassati talmente tanto che non garantiscono più un rientro certo dall’investimento.
Quello che conviene oggi è invece la vendita diretta ad un utente finale attraverso il meccanismo dei SEU, sistemi “diretti” tra produttore e consumatore operanti sullo stesso sito.
Quarto.
I SEU,
Sistemi efficienti di Utenza.
Come
detto, si tratta di una forma di agevolazione per il fotovoltaico
industriale, ma non solo. I SEU sono dei sistemi che permettono ad un
produttore di energia da fonti rinnovabili di
vendere direttamente l’energia
prodotta ad un utente finale che si trova nello stesso luogo. In
questo modo si attua una vendita diretta, senza intermediari, che
conviene sia al produttore, che all’acquirente per la possibilità
di abbassare il prezzo di acquisto dell’energia.
I Seu possono
rappresentare per società commerciali, produttori o investitori,
nuove opportunità di business per cui il fotovoltaico nel 2016
conviene ancora anche senza incentivi.
















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