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Nuove linee guida dei certificati bianchi

Nuove linee guida dei certificati bianchi

Sono state pubblicate il 3 aprile le nuove linee guida sui certificati bianchi, con il D.M. 11 gennaio 2017. 

Le nuove linee guida definiscono anzitutto gli obiettivi per i prossimi anni, mantenendo la differenziazione fra target globali in fonti primarie – comprensivi di TEE CAR ritirati, gare d’ambito gas e risparmi generati da progetti già conclusi ma ancora attivi – e target specifici per TEE. Viene attuata una forte riduzione degli obiettivi espressi in TEE, che passeranno da 5,3 a 7,1 milioni di titoli fra 2017 e 2020, contro i 9,5 milioni del 2016. Essa è dovuta al venire meno – per i progetti presentati dall’entrata in vigore delle nuove linee guida – del coefficiente tau, il cui valore medio negli ultimi due anni è stato di 2,9.


Per quanto riguarda i soggetti ammessi, si conferma quanto previsto in precedenza: possono presentare progetti i distributori, obbligati e non, le ESCO certificate UNI CEI 11352 e le organizzazioni con un EGE UNI CEI 11339 in organico o con sistema di gestione dell’energia ISO 50001. Permane l’obbligo di nomina dell’energy manager per tutta la vita utile se previsto dall’art. 19 della legge 10/1991.


Di seguito si riportano le principali novità.


Anzitutto vengono chiarite meglio le responsabilità dei soggetti coinvolti nella presentazione delle domande, prevedendo l’adozione di un contratto tipo definito dal GSE. Questo dovrebbe tutelare meglio le parti, in particolare le ESCO, e ridurre il rischio di non conformità nel tempo.


In merito ai progetti ammissibili, le linee guida presentano una tabella in cui sono indicati gli interventi previsti, la relativa vita utile e il tipo di risparmio (elettrico o non elettrico). Eventuali misure non incluse nella tabella saranno oggetto di istruttoria da parte del GSE sottoposta ad approvazione ministeriale tramite delibera direttoriale. Le fonti rinnovabili vengono limitate all’effetto di miglioramento dell’efficienza energetica e si ribadisce che i progetti di efficientamento realizzati per rispettare vincoli normativi possono essere ammessi solo se addizionali rispetto ai requisiti prescritti.


Vengono poi completamente riviste le modalità di riconoscimento dei certificati bianchi. Il coefficiente tau viene eliminato e si ritorna all’impostazione originaria della vita utile – ossia del numero di anni per i quali si ricevono i TEE – variabile in funzione del tipo di progetto (comunque non superiore a dieci anni).


Sono inoltre previsti SOLO due tipologie di progetti: quelli a consuntivo e quelli standard (rispettivamente PC e PS). Sui primi non ci sono grosse novità, a parte l’introduzione di criteri più stringenti per la valutazione della baseline dei consumi (con monitoraggio esteso a dodici mesi con campionamento giornaliero, salvo processi uniformi nel tempo). I secondi sono completamente nuovi, e rappresentano sostanzialmente una sintesi fra i vecchi progetti standard e analitici. I nuovi progetti standard, che potranno essere presentati laddove non vi sia convenienza economica all’installazione di misuratori su tutti gli interventi, prevedono infatti la definizione di un campione rappresentativo da sottoporre a misura attraverso un apposito algoritmo di calcolo dei risparmi energetici. L’elenco dei progetti standard disponibili sarà pubblicato sul sito del GSE previa approvazione dello stesso attraverso decreto direttoriale MiSE-MATTM. Sarà possibile proporre al GSE altri PS da aggiungere all’elenco, che saranno sottoposti ad apposita istruttoria.


In sostanza è richiesta agli operatori una quantità di dati e informazioni maggiore rispetto al passato, che fungerà presumibilmente da freno in un primo periodo, ma nel contempo quanto richiesto appare il normale corredo di un contratto di rendimento energetico (EPC) o comunque di un accordo ben strutturato fra cliente e fornitore, per cui potrà presumibilmente facilitare una maggiore qualificazione del mercato.


In relazione alla procedura di valutazione è previsto che il GSE, avvalendosi del supporto di ENEA e RSE, nomini un responsabile di procedimento entro trenta giorni e comunichi gli esiti della valutazione entro 90 giorni (sia per proposte di progetto che per richieste di verifica e certificazione dei risparmi), cui possono aggiungersi fino a 60 giorni in caso di richiesta di integrazioni. Viene meno il silenzio/assenso previsto in precedenza per le PPPM (ora sostituite dai PC).


La cumulabilità per i progetti presentati secondo le nuove linee guida viene ristretta ai soli incentivi non statali nei limiti previsti dalla normativa europea. La copertura dei costi rimane a carico delle tariffe elettriche per i risparmi di elettricità e di quelle del gas negli altri casi, compresi i trasporti.


Le attività di verifica e controllo sono improntate a una maggiore chiarezza, sia in termini procedurali, sia in merito alla tipologia di violazioni che portano alla decadenza degli incentivi in quanto indebitamente conseguiti. Le verifiche, che potranno essere realizzate nel corso della vita utile del progetto e si applicano anche ai progetti presentati secondo le linee guida precedenti, saranno effettuate anche avvalendosi di ENEA, RSE o altri soggetti idonei.


Fra le misure di accompagnamento, la più interessante è la previsione di una guida operativa redatta dal GSE, con il supporto di ENEA e RSE, che fornirà indicazioni sui progetti ammissibili, le loro caratteristiche, il potenziale di risparmio e la definizione della baseline dei consumi. Tale strumento, se ben realizzato, potrebbe contribuire a ridurre l’attuale alto numero di pratiche oggetto di rigetto e/o integrazione.


Le nuove linee guida entreranno in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Nello stesso periodo di tempo sarà possibile presentare progetti secondo le regole previste dal D.M. 28 dicembre 2012, inclusa l’applicazione del tau.


In conclusione, presentare progetti secondo le nuove linee guida sarà senza dubbio più complesso di quanto non lo sia stato nei primi anni di attuazione dello schema. La maggiore chiarezza delle procedure e delle regole, insieme alla guida operativa, dovrebbero però consentire di proporre progetti con maggiore affidabilità e con un migliore livello qualitativo, utile a prescindere dall’accesso allo schema. Presumibilmente soffriranno gli interventi di piccola dimensione, per una parte dei quali saranno comunque disponibili detrazioni fiscali e conto termico, ma difficilmente i certificati bianchi.


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